IL GIORNO DELLA MEMORIA Ogni anno, il 27 di gennaio si celebra il Giorno della memoria. Cosa vuol dire “memoria”? E perché è importante ricordare? Il Dipartimento di Cultura Umanistica della Scuola Media di Cervinara ha programmato e poi valutato di chiarire il senso e la storia di una giornata celebrativa attuata in Italia nel 2000 (in tutto il mondo nel 2005). Una giornata che non è tanto un atto di riverenza alle vittime del nazismo, quanto un’occasione di meditazione su una storia che ci riguarda da molto vicino pur se lontana nel tempo (e nemmeno poi tanto!). Proporre agli allievi della terza media una lezione a classi aperte di tre ore curricurali, sembrava la cosa più ovvia da fare a settembre quando è stata programmata. Ed infatti Lunedi 28 gennaio a partire dalla 3° ora, tutte le classi terze della secondaria di I grado saranno radunate nell’atrio del primo edificio tra la nuova installazione artistica di “sagome inespressive” e gli strumenti di musica pronti a vibrare; la nuova opera d’arte creata dagli studenti di terza (che hanno anche preparato un video), con i docenti d’arte Esposito e Zullo, video che sarà proiettato, in vari punti della scuola, per commemorare, attraverso lo sguardo dell’arte, una giornata che tratta un argomento ancora per molti aspetti incomprensibile. Ricordare e commemorare le vittime della shoah non significa affatto trascurare altri genocidi, né tantomeno stabilire inutili ‘priorità’ tra stermini e dolori di un popolo piuttosto che di altri popoli. Alla stregua di questi riferimenti le docenti di musica Setaro e Pisaniello apriranno la lezione con un'opera, la cui grandezza fa dire a Milan Kundera che "si tratta del più grande monumento che la musica abbia mai dedicato ad una tragedia". E che "tutta l'essenza esistenziale del dramma degli Ebrei del XX secolo è in quest'opera viva e presente. In tutta la sua atroce grandezza. In tutta la sua bellezza atroce. Ci si batte perché degli assassini non vengano dimenticati. E Schönberg, lo abbiamo dimenticato" (da Repubblica del 23 ottobre 2007), avrete già capito di che opera stiamo parlando Un sopravvissuto di Varsavia di Arnold Schonberg. Il giorno della memoria non desideriamo interpretarlo come un omaggio alle vittime, ma semplicemente come un riconoscimento pubblico e collettivo di un fatto particolarmente grave di cui l’Europa è stata capace, e a cui l’Italia ha attivamente collaborato. Nel 2001, il teorico e saggista Tzvetan Todorov ha scritto in un libro, Memoria del bene, tentazione del male che “la singolarità del fatto non impedisce l’universalità della lezione che se ne trae”: in altri termini, la memoria storica della shoah non riguarda soltanto il popolo ebraico, ma l’intera umanità, perché da questi avvenimenti si possono trarre insegnamenti.  Ci riguarda da vicino non solo perché siamo europei e l’Europa è stato il continente che ha visto germogliare prima ideologie estremiste molto simili come il Fascismo ed il Nazismo, capaci di accogliere l’una le proposte criminali dell’altra e viceversa; ci riguarda da vicino poi, proprio perché anche l’Italia ha introdotto nelle sue leggi la Discriminazione razziale a partire già dal 1938, partecipando, di fatto, alla messa al bando degli ebrei italiani e non solo di loro. Tutte nozioni non semplici da proporre ai ragazzi di oggi. Il Dipartimento ha stabilito che anche le prime e le seconde dovessero interfacciarsi con l’argomento ed infatti anche loro sospenderanno le lezioni per dedicarsi alla visione di un film a partire dalle ore 12,00. Alle prime classi, i docenti hanno considerato valido il film di Gerard Jugnot Monsieur Batignole del 2002; le seconde invece guarderanno il film Vento di primavera di Rose Bosch del 2010. Per le terze il programma è un po’ più vasto come si stava spiegando. In aggiunta ai riferimenti artistici e musicali pregevoli, i docenti del Dipartimento di cultura Umanistica si alterneranno in una lezione corale che avrà per filo conduttore: ‘’La memoria e il perché è importante ricordare”, i professori di lettere e di lingue faranno brevi interventi sul senso e sulla storia della Giornata della memoria. La visione del film Monuments men di George Clooney del 2014 ed il dibattito che si spera seguirà concluderanno una giornata che ci auguriamo, resti nel cuore.

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.

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